La storia degli occhiali: dall’antichità ai giorni nostri

La storia degli occhiali: dall’antichità ai giorni nostri

Durante il XIII secolo, l’interesse per l’ottica e gli sviluppi nella lavorazione del vetro fecero sì che un monaco avesse l’idea di creare i primi occhiali veri e propri. Questo notevole progresso nel campo dell’ottica rappresentò un importante punto di svolta per la correzione dei problemi visivi e l’avvento di una nuova era per chiunque avesse difficoltà nella vista.

Il primo ausilio visivo al mondo

Lo studioso e astronomo arabo Ibn al-Heitam (ca. 965-1040 d.C.) fu il primo a suggerire l’uso di lenti levigate per aiutare le persone con disturbi visivi. Tuttavia, la sua idea di utilizzare parti di una sfera di vetro per l’ingrandimento ottico fu messa in pratica solo molti anni dopo. Il suo libro, intitolato “Libro dell’ottica”, fu tradotto in latino nel 1240 e trovò un pubblico interessato tra le comunità monastiche. Fu proprio in questi ambienti che le idee di Ibn al-Heitam furono finalmente realizzate.

Nel XIII secolo, alcuni monaci italiani svilupparono una lente semi-sferica fatta di cristallo di rocca e quarzo in grado di ingrandire le lettere se posizionata su una pagina scritta. Questa innovazione fu chiamata “pietra da lettura” e si rivelò una vera benedizione per molti monaci anziani affetti da presbiopia, migliorando notevolmente la qualità della loro vita.

Durante questo periodo, iniziò a diffondersi la parola tedesca per occhiali, “Brille”. Questo termine deriva dal berillo, che era il cristallo di rocca levigato per formare le prime lenti. Così, grazie all’opera di Ibn al-Heitam e ai successivi sviluppi dei monaci italiani, l’uso delle lenti per correggere i disturbi visivi prese piede e portò alla nascita degli occhiali come li conosciamo oggi.

Dove nacquero gli occhiali

Nel corso del XIII secolo, gli artigiani vetrai di Murano, un’isola vicino a Venezia, realizzarono un’invenzione rivoluzionaria: i primi occhiali. Questi occhiali erano costituiti da due lenti convesse molate e incastonate in cerchi di legno uniti da un segmento e un rivetto. Tuttavia, inizialmente mancavano di un metodo per tenerli attaccati alla testa del portatore. Nonostante questa limitazione, rappresentavano comunque un notevole miglioramento per il comfort visivo dell’epoca.

Nonostante gli sforzi dei maestri vetrai per mantenere segrete le tecniche di produzione del vetro, col tempo queste informazioni si diffusero. Tuttavia, per preservare la posizione di Venezia come leader nel mercato del vetro, dopo il 1300 solo coloro che si attenevano rigorosamente alle regole dei vetrai di Murano potevano produrre il “vetro per gli occhi”.

Con il passare del tempo, gli occhiali a rivetto si diffusero anche in Germania. Il più antico esemplare conosciuto di questo tipo di occhiali è stato trovato nell’Abbazia di Wienhausen, nel nord del paese.

Così, grazie alle abilità e alle scoperte dei vetrai di Murano nel XIII secolo, furono gettate le basi per lo sviluppo successivo degli occhiali come li conosciamo oggi. Nel corso degli anni, i maestri vetrai hanno compiuto progressi significativi nell’evoluzione degli occhiali. Una delle prime innovazioni fu la sostituzione del segmento degli occhiali a rivetto con un arco, il che permise una maggiore stabilità e comfort durante l’uso. Inoltre, la montatura degli occhiali subì un cambiamento importante, passando dal legno al piombo. Questo cambiamento nella scelta del materiale contribuì a migliorare la durabilità e la flessibilità delle montature. Con l’aggiunta di aste, gli occhiali assunsero un aspetto molto simile a quelli che conosciamo oggi. Questo fu un passo significativo nell’evoluzione degli ausili visivi, poiché fornì una soluzione più pratica e funzionale per correggere i problemi di vista.

Gli occhiali come li conosciamo oggi

Gli occhiali che conosciamo e indossiamo oggi hanno avuto origine all’inizio del XVIII secolo. Uno dei problemi principali che doveva essere risolto era l’aderenza al volto: gli occhiali tendevano a scivolare lungo il naso e mantenerli fermi risultava molto difficile, causando frustrazione per chi li indossava.

Un vantaggio dei cosiddetti “occhiali con aste”, che si appoggiavano sulle orecchie, rispetto ai modelli precedenti era la loro struttura che presentava un ponte sul naso e delle aste che mantenevano le lenti ferme grazie all’appoggio sulle orecchie. Spesso veniva anche attaccato un anello in metallo all’estremità delle aste per garantire una presa più comoda.

I primi esemplari di occhiali di questo tipo comparvero a Londra e la loro presenza è confermata da una brochure promozionale dell’ottico inglese Scarlett datata 1728. Nel frattempo, anche negli Stati Uniti si studiava il modo di migliorare gli occhiali. Benjamin Franklin, nel 1784, creò un paio di lenti bifocali, che erano le precursori delle lenti varifocali utilizzate oggi. Proprio per questo motivo, le lenti bifocali sono ancora oggi chiamate “occhiali Franklin”. La diffusione dei moderni “occhiali con aste” iniziarono a diffondersi dal 1850 in poi. La loro forma si è mantenuta pressoché identica per oltre un secolo e mezzo. Tuttavia, nel corso del tempo, il comfort per chi li indossa è migliorato grazie a continue migliorie nel design delle aste e dei naselli, fino a raggiungere un livello di perfezione anatomica agli albori del XX secolo e diventare alla fine dello stesso, a tutti gli effetti, un accessorio importante simbolo di stile e personalità.

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